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| 16-03 17:02 |
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| Dall'Afghanistan la lettera di un soldato italiano |
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Una lettera da parte di un soldato italiano in servizio in Afghanistan e' stata ricevuta dal senatore della Lega e capogruppo in commissione Difesa del Senato, Sergio Divina nella quale si lamenta la pericolosita' nell' uscire con i mezzi in dotazione alle nostre forze armate in quel paese. Si riportano per sintesi alcuni passi che sono sembrati significativi: "Sapete bene cosa vuol dire uscire di pattuglia e sperare che nessuno ti faccia saltare per aria con trappole esplosive, in quanto i mezzi in dotazione sono obsoleti e senza adeguate protezioni. Si tratta quindi di semplice fortuna poter rientrare alla base alla fine di ogni servizio esterno in quanto tutte le operazioni offensive vengono negate dai comandi! Se volevano dei "soldati di pace" avrebbero dovuto fare ricorso ai Boys Scout, non ai militari! Subiamo solo l'iniziativa del nemico e ne subiamo le spiacevoli conseguenze". La nota, riferisce Divina, cosi' continua: ''Il materiale, le armi e l'equipaggiamento sono così inutili ed inefficienti che ogni soldato ricorre sempre all'acquisto in maniera autonoma di equipaggiamento straniero. (Soprattutto americano). Il paradosso è che quello acquistato dall'esercito italiano costa sempre il doppio o il triplo di un ottimo e funzionale sistema straniero. Qualche esempio? Il nuovo mezzo blindato comprato dall'IVECO costa 400.000 euro ma perde i pezzi e le protezioni per strada ed è sempre inefficiente. Mancano i pezzi di ricambio, ha spazi angusti, ed è inefficace. Gli inglesi ne hanno comprata una versione simile, ma in fase di prova è stata completamente modificato che è derivato un altro mezzo. E se invece avessimo preso l'HAMWEE statunitense? E' un ottimo mezzo, affidabile, sicuro e con pezzi di ricambio inesauribili. O che dire delle blindo serie "puma", mezzi obsoleti, di concezione vecchia di 25 anni. Un progetto degli anni '80 ma acquistato solo ora". "Lo sa che la task force dell'aeronautica ha delle limitazioni che non le permettono di operare a supporto delle truppe terrestri? Gli elicotteri presenti a Kabul (AB212) possono essere impiegati solo se a terra sono presenti truppe ISAF con personale specializzato EOD (artificieri) per bonificare l'eventuale zona di atterraggio! Questo è incredibile, vuol dire che possono volare solamente da una base all'altra! Ma cosa li hanno mandati a fare? Che tipo di contributo danno?". E conclude: ''Ci dicono che sono missioni di pace ma laggiù i nostri alleati fanno la guerra, combattono e muoiono, noi Italiani siamo rinchiusi dentro le basi e usciamo di tanto in tanto ... Ma che figura ci facciamo? Abbiamo una dignità anche noi, anche noi vogliamo fare il nostro lavoro, quello per cui lo stato ci paga e per cui spende i soldi per addestrarci. Siamo soldati.". A tal proposito, spiega Divina, ho fatto una interrogazione al ministro della difesa per conoscere se corrisponde al vero quanto affermato dal militare circa l'obsolescenza dei mezzi in dotazione nonché dell'equipaggiamento personale, ''che i militari italiani spesso ricorrono all'acquisto in maniera autonoma di equipaggiamento straniero più efficiente e sicuro; se il blindato IVECO ha un costo elevato e non si rivela affidale ed efficiente (perde o meno pezzi durante l'impiego estremo); che il nostro "Puma" risponde a caratteristiche progettuali di 25 anni or sono ma solo ora è stato acquistato dall'Esercito Italiano e, infine, Se corrisponde al vero che gli elicotteri italiani, in assenza di artificieri, non sono autorizzati ad atterrare fuori dalle basi militari''. |
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